il discepolo amato

Il nostro settimanale

volantino di presentazione

Ritiralo anche in Chiesa. Lo trovi anche nelle camere.

CORONAVIRUS

L’Arcivescovo di Milano, monsignor Mario Delpini, in ragione dell’ordinanza emanata dal presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, di concerto con il ministro della Salute, Roberto Speranza, dispone la sospensione delle Celebrazioni eucaristiche con concorso di popolo a partire dall’orario vespertino di domenica 23 febbraio e fino a data da definire a seguito dell’evolversi della situazione.

Intervista al
Vescovo MARIO

«Anche l'emergenza può essere occasione per intensificare la relazione con Dio»

Non ingigantire la situazione creatasi con il Coronavirus, né cedere agli allarmismi, ma cogliere l’opportunità anche «per sentirsi parte di una comunità, che sa inventare nuove forme di prossimità, sollecitudine e generosità verso i più deboli».

preghiera
contro il CORONAVIRUS

O Dio, tu sei la sorgente di ogni bene.
Veniamo a te per invocare la tua misericordia.
Tu hai creato l’universo con armonia e bellezza, ma noi con il nostro orgoglio abbiamo distrutto il corso della Natura e provocato una crisi ecologica che colpisce la nostra salute e il benessere della famiglia umana.
Per questo ti chiediamo perdono.
O Dio, guarda con misericordia alla nostra condizione oggi che siamo nel mezzo di una nuova epidemia virale.
Fa' che possiamo sperimentare ancora la tua paterna cura. Ristabilisci l’ordine e l’armonia della Natura e ricrea in noi una mente e un cuore nuovo affinché possiamo prenderci cura della nostra Terra come custodi fedeli.
O Dio, affidiamo a te tutti gli ammalati e le loro famiglie. Porta guarigione al loro corpo, alla loro mente e al loro spirito, facendoli partecipare al Mistero pasquale del tuo Figlio.
Aiuta tutti i membri della nostra società a svolgere il proprio compito e a rafforzare lo spirito di solidarietà tra di loro.
Sostieni i medici e gli operatori sanitari in prima linea, gli operatori sociali e gli educatori. Vieni in aiuto in maniera particolare a quanti hanno bisogno di risorse per salvaguardare la loro salute.
Noi crediamo che sei Tu a guidare il corso della storia dell’uomo e che il tuo amore può cambiare in meglio il nostro destino, qualunque sia la nostra umana condizione.
Dona una fede salda a tutti i cristiani, affinché anche nel mezzo della paura e del caos possano portare avanti la missione che hai loro affidato.
O Dio, benedici con abbondanza la nostra famiglia umana e disperdi da noi ogni male. Liberaci dall’epidemia che ci sta colpendo affinché possiamo lodarti e ringraziarti con cuore rinnovato.
Perché Tu sei l’Autore della vita, e con il Tuo Figlio, nostro Signore Gesù Cristo, in unità con lo Spirito Santo, vivi e regni, unico Dio, nei secoli dei secoli. Amen

IL VESCOVO MARIO

Invoco la benedizione di Dio su questa nostra terra e su tutte le terre del pianeta.
In questo momento l’apprensione per sé e per i propri cari, forse persino il panico, si diffondono e
contagiano il nostro vivere con maggior rapidità e con più gravi danni del contagio del virus.

Invoco la benedizione di Dio per tutti:
la benedizione di Dio non è una assicurazione sulla vita, non è una parola magica che mette al riparo dai problemi e dai pericoli.
La benedizione di Dio è una dichiarazione di alleanza: Dio è alleato del bene, è alleato di chi fa il bene.
Invoco la benedizione di Dio sugli uomini di scienza e sui ricercatori.
La gente comune non sa molto di quello che succede, dei pericoli e dei rimedi di fronte al contagio.
Il Signore è alleato degli uomini di scienza che cercano il rimedio per sconfiggere il virus e il contagio.
In momenti come questi si deve confermare un giusto apprezzamento per i ricercatori e per gli uomini e le donne che si dedicano alla ricerca dei rimedi e alla cura dei malati.
Si può essere indotti a decretare il fallimento della scienza e a suggerire il ricorso ad arti magiche e a fantasiosi talismani. La scienza non ha fallito: è limitata.
Siano benedetti coloro che continuano a cercare con il desiderio di trovare rimedi, piuttosto che di ricavarne profitti. Certo si può anche imparare la lezione che sarebbe più saggio dedicarsi alla cura dei poveri e delle condizioni di vita dei poveri, piuttosto che a curare solo le malattie dei ricchi e di coloro che possono pagare.
Che siano benedetti gli scienziati, i ricercatori e coloro che si dedicano alla cura dei malati e alla prevenzione delle malattie.

Invoco la benedizione di Dio per tutti coloro che hanno responsabilità nelle istituzioni.
La benedizione di Dio ispiri la prudenza senza allarmismi, il senso del limite senza rassegnazione. Il
consiglio dei sanitari e delle persone di buon senso suggerirà provvedimenti saggi.
Ogni indicazione che sarà data per la prevenzione e per comportamenti prudenti sarà accolta con rigore dalle istituzioni ecclesiastiche.

Invoco la benedizione di Dio su coloro che sono malati o isolati.
Vi benedico in nome di Dio perché Dio è alleato del desiderio del bene, della salute, della vita buona di tutti. Chi è costretto a sospendere le attività ordinarie troverà occasione per giorni meno frenetici: potrà vivere il tempo a disposizione anche per pregare, pensare. cercare forme di prossimità con i fratelli e le sorelle.

Mi permetto di invocare la benedizione del Signore
e di invitare tutti i credenti a pregare con me:

Benedici, Signore, la nostra terra, le nostre famiglie, le nostre attività.
Infondi nei nostri animi e nei nostri ambienti
la fiducia e l’impegno per il bene di tutti,
l’attenzione a chi è solo, povero, malato.
Benedici, Signore,
e infondi fortezza e saggezza
in tutti coloro che si dedicano al servizio del bene comune
e a tutti noi:
le sconfitte non siamo motivo di umiliazione o di rassegnazione,
le emozioni e le paure non siano motivo di confusione,
per reazioni istintive e spaventate.
La vocazione alla santità ci aiuti anche in questo momento
a vincere la mediocrità, a reagire alla banalità, a vivere la carità
a dimorare nella pace. Amen


quaresima 2020
LO SGUARDO DI CRISTO TI CAMBIA LA VITA

ingresso in quaresima

Domenica 1 marzo,
tutti i fedeli della Diocesi di Milano, stando riuniti con i propri famigliari in casa,
potranno unirsi in preghiera con l’Arcivescovo, mons. Mario Delpini,
che dalla Cripta del Duomo di Milano
presiederà la celebrazione eucaristica della “Domenica di inizio Quaresima”.
La celebrazione sarà trasmessa in diretta su Tgr Lombardia – Rai3 
per tutto il territorio regionale a partire dalle ore 11.
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Don ANGELO e don ANTONIO alle 11 e delle 18.30
celebrano le SS. Messe a PORTE CHIUSE 
trasmesse dal CANALE 444.

Celebrazioni

SS. MESSE come negli orari consueti a PORTE CHIUSE e trasmesse dal CANALE 444.
VENERDÌ, giorno aneucaristico e liturgico
                 8 e 17 Celebrazione della Via Crucis in S. Giovanni Paolo II.
                 SS. Confessioni dalle 9 alle 11 in S. Giovanni Paolo II.
                 Nella pausa pranzo alle ore ?????????????????: preghiera in S. Giovanni Paolo II
PREGHIERA GUIDATA:
- Ogni giorno alle 6.28 l'Arcivescovo Mario guida un minuto di preghiera

Il collegamento avverrà attraverso il portale della Diocesi di Milano al link www.chiesadimilano.it/6e28 e sugli account ufficiali dei canali social diocesani (Facebook, Twitter, Instagram, Youtube) con l’hashtag #6e28. Il medesimo video verrà anche trasmesso in differita da ChiesaTv al termine della diretta della Santa Messa feriale dal Duomo di Milano delle ore 8, così come da Radio Marconi (ore 6.28; 12 e 19.10) e Radio Mater.

- Da lunedì a venerdì alle 7.45 recita dell'Angelus in S. Giovanni Paolo II

MESSAGGI

Papa Francesco

LASCIATEVI RICONCILIARE CON DIO

Vescovo Mario

«UMILIÒ SE STESSO, FACENDOSI OBBEDIENTE FINO ALLA MORTE E A UNA MORTE DI CROCE»

GESTO CARITÀ

RACCOLTA - FARMACO SOSPESO

Le parrocchie del Decanato di Varese promuovono, nel tempo di quaresima, una raccolta straordinaria di offerte in denaro per l’acquisto di farmaci a favore dei bisogni delle persone in povertà economica e sociale che si rivolgono all’ambulatorio della Casa della Carità di via Marzorati.

materiale

per la preghiera personale e comunitaria

LO SGUARDO DI CRISTO TI CAMBIA LA VITASeguendo i Vangeli della domenica e contemplando la vocazione di Matteo di Caravaggio.

PADRE, SIA FATTA LA TUA VOLONTÀ
Sei percorsi di Via Crucis alla luce della Catechesi di Papa Francesco sul Padre Nostro.


RICHIEDI IN SAGRESTIA IL MATERIALE.

Domenica 23 febbraio 2020

Titolazione via a NELSON CENCI

Una mattinata alpina...

18enni in ospedale

13 febbraio un gruppo di 18enni della Parrocchia di Schianno hanno riflettuto con don Angelo sul tema della morte.Heidegger scriveva dell'uomo come essere-per-la-morte, ma Gesù con la sua morte sulla croce ha annunciato che l'uomo nasce per amore e sperimenta il limite nella morte, ma una volta morto rinasce alla vita.
Guardiamo la croce, affidiamo a Lui noi stessi e quanti amiamo e nella speranza ci viene fatto dono della vita.

11 Febbraio 2020

Madonna di Lourdes

MESSAGGIO DI PAPA FRANCESCO
PER LA XXVIII GIORNATA MONDIALE DEL MALATO 
 
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, 
e io vi darò ristoro» (Mt 11, 28)
 
Cari fratelli e sorelle,
1. Le parole che Gesù pronuncia: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro» (Mt 11,28) indicano il misterioso cammino della grazia che si rivela ai semplici e che offre ristoro agli affaticati e agli stanchi. Queste parole esprimono la solidarietà del Figlio dell’uomo, Gesù Cristo, di fronte ad una umanità afflitta e sofferente. Quante persone soffrono nel corpo e nello spirito! Egli chiama tutti ad andare da Lui, «venite a me», e promette loro sollievo e ristoro. «Quando Gesù dice questo, ha davanti agli occhi le persone che incontra ogni giorno per le strade di Galilea: tanta gente semplice, poveri, malati, peccatori, emarginati dal peso della legge e dal sistema sociale oppressivo... Questa gente lo ha sempre rincorso per ascoltare la sua parola – una parola che dava speranza» (Angelus, 6 luglio 2014).
Nella XXVIII Giornata Mondiale del Malato, Gesù rivolge l’invito agli ammalati e agli oppressi, ai poveri che sanno di dipendere interamente da Dio e che, feriti dal peso della prova, hanno bisogno di guarigione. Gesù Cristo, a chi vive l’angoscia per la propria situazione di fragilità, dolore e debolezza, non impone leggi, ma offre la sua misericordia, cioè la sua persona ristoratrice. Gesù guarda l’umanità ferita. Egli ha occhi che vedono, che si accorgono, perché guardano in profondità, non corrono indifferenti, ma si fermano e accolgono tutto l’uomo, ogni uomo nella sua condizione di salute, senza scartare nessuno, invitando ciascuno ad entrare nella sua vita per fare esperienza di tenerezza.
2. Perché Gesù Cristo nutre questi sentimenti? Perché Egli stesso si è fatto debole, sperimentando l’umana sofferenza e ricevendo a sua volta ristoro dal Padre. Infatti, solo chi fa, in prima persona, questa esperienza saprà essere di conforto per l’altro. Diverse sono le forme gravi di sofferenza: malattie inguaribili e croniche, patologie psichiche, quelle che necessitano di riabilitazione o di cure palliative, le varie disabilità, le malattie dell’infanzia e della vecchiaia… In queste circostanze si avverte a volte una carenza di umanità e risulta perciò necessario personalizzare l’approccio al malato, aggiungendo al curare il prendersi cura, per una guarigione umana integrale. Nella malattia la persona sente compromessa non solo la propria integrità fisica, ma anche le dimensioni relazionale, intellettiva, affettiva, spirituale; e attende perciò, oltre alle terapie, sostegno, sollecitudine, attenzione… insomma, amore. Inoltre, accanto al malato c’è una famiglia che soffre e chiede anch’essa conforto e vicinanza.
3. Cari fratelli e sorelle infermi, la malattia vi pone in modo particolare tra quanti, “stanchi e oppressi”, attirano lo sguardo e il cuore di Gesù. Da lì viene la luce per i vostri momenti di buio, la speranza per il vostro sconforto. Egli vi invita ad andare a Lui: «Venite». In Lui, infatti, le inquietudini e gli interrogativi che, in questa “notte” del corpo e dello spirito, sorgono in voi troveranno forza per essere attraversate. Sì, Cristo non ci ha dato ricette, ma con la sua passione, morte e risurrezione ci libera dall’oppressione del male.
In questa condizione avete certamente bisogno di un luogo per ristorarvi. La Chiesa vuole essere sempre più e sempre meglio la “locanda” del Buon Samaritano che è Cristo (cfr Lc 10,34), cioè la casa dove potete trovare la sua grazia che si esprime nella familiarità, nell’accoglienza, nel sollievo. In questa casa potrete incontrare persone che, guarite dalla misericordia di Dio nella loro fragilità, sapranno aiutarvi a portare la croce facendo delle proprie ferite delle feritoie, attraverso le quali guardare l’orizzonte al di là della malattia e ricevere luce e aria per la vostra vita.
In tale opera di ristoro verso i fratelli infermi si colloca il servizio degli operatori sanitari, medici, infermieri, personale sanitario e amministrativo, ausiliari, volontari che con competenza agiscono facendo sentire la presenza di Cristo, che offre consolazione e si fa carico della persona malata curandone le ferite. Ma anche loro sono uomini e donne con le loro fragilità e pure le loro malattie. Per loro in modo particolare vale che, «una volta ricevuto il ristoro e il conforto di Cristo, siamo chiamati a nostra volta a diventare ristoro e conforto per i fratelli, con atteggiamento mite e umile, ad imitazione del Maestro» (Angelus, 6 luglio 2014).
4. Cari operatori sanitari, ogni intervento diagnostico, preventivo, terapeutico, di ricerca, cura e riabilitazione è rivolto alla persona malata, dove il sostantivo “persona”, viene sempre prima dell’aggettivo “malata”. Pertanto, il vostro agire sia costantemente proteso alla dignità e alla vita della persona, senza alcun cedimento ad atti di natura eutanasica, di suicidio assistito o soppressione della vita, nemmeno quando lo stato della malattia è irreversibile.
Nell’esperienza del limite e del possibile fallimento anche della scienza medica di fronte a casi clinici sempre più problematici e a diagnosi infauste, siete chiamati ad aprirvi alla dimensione trascendente, che può offrirvi il senso pieno della vostra professione. Ricordiamo che la vita è sacra e appartiene a Dio, pertanto è inviolabile e indisponibile (cfr Istr. Donum vitae, 5; Enc. Evangelium vitae, 29-53). La vita va accolta, tutelata, rispettata e servita dal suo nascere al suo morire: lo richiedono contemporaneamente sia la ragione sia la fede in Dio autore della vita. In certi casi, l’obiezione di coscienza è per voi la scelta necessaria per rimanere coerenti a questo “sì” alla vita e alla persona. In ogni caso, la vostra professionalità, animata dalla carità cristiana, sarà il migliore servizio al vero diritto umano, quello alla vita. Quando non potrete guarire, potrete sempre curare con gesti e procedure che diano ristoro e sollievo al malato.
Purtroppo, in alcuni contesti di guerra e di conflitto violento sono presi di mira il personale sanitario e le strutture che si occupano dell’accoglienza e assistenza dei malati. In alcune zone anche il potere politico pretende di manipolare l’assistenza medica a proprio favore, limitando la giusta autonomia della professione sanitaria. In realtà, attaccare coloro che sono dedicati al servizio delle membra sofferenti del corpo sociale non giova a nessuno.
5. In questa XXVIII Giornata Mondiale del Malato, penso ai tanti fratelli e sorelle che, nel mondo intero, non hanno la possibilità di accedere alle cure, perché vivono in povertà. Mi rivolgo, pertanto, alle istituzioni sanitarie e ai Governi di tutti i Paesi del mondo, affinché, per considerare l’aspetto economico, non trascurino la giustizia sociale. Auspico che, coniugando i principi di solidarietà e sussidiarietà, si cooperi perché tutti abbiano accesso a cure adeguate per la salvaguardia e il recupero della salute. Ringrazio di cuore i volontari che si pongono al servizio dei malati, andando in non pochi casi a supplire a carenze strutturali e riflettendo, con gesti di tenerezza e di vicinanza, l’immagine di Cristo Buon Samaritano.
Alla Vergine Maria, Salute dei malati, affido tutte le persone che stanno portando il peso della malattia, insieme ai loro familiari, come pure tutti gli operatori sanitari. A tutti con affetto assicuro la mia vicinanza nella preghiera e invio di cuore la Benedizione Apostolica.
Dal Vaticano, 3 gennaio 2020
Memoria del SS. Nome di Gesù
Francesco



SOSPESO
Il Vescovo Mario incontrerà i nostri medici

A seguito della sua lettera del 30 ottobre 2019 "Stimato e caro dottore..." – lettera a un medico in data da destinarsi incontrerà i medici del nostro ospedale.

OGNI VENERDÌ

Ogni Venerdì dalle 9 alle 11 in San Giovanni Paolo II: SS. Confessioni e Adorazione Eucaristica personale.

SOSPESA LA PEREGRINATIO
delle reliquie
di Sant'Antonio e di San Francesco
all'Ospedale di Circolo di Varese 

Domenica 29 Marco 2020 
non arriveranno le reliquie di Sant'Antonio da Padova e di San Francesco d'Assisi 
presso la Chiesa San Giovanni Paolo II presso l'Ospedale di Circolo di Varese a seguito della emergenza CORONAVIRUS.

L'arrivo delle reliquie di Sant'Antonio e di San Francesco nel nostro ospedale 

IN DATA DA DESTINARSI
rappresenterà una opportunità imperdibile per tanti fedeli, della zona e non solo, 

di pregare due dei santi più venerati d'Italia.
Quest'anno ricorrono gli ottocento anni dall'incontro di Sant'Antonio, che si chiamava Ferdinando ed era Agostiniano, 
con il mondo francescano di cui abbracciò l'ordine.
Le reliquie di Sant'Antonio sono collocate all'interno di un busto dorato di circa 18 kg di peso. Il prezioso simulacro raffigura il frate portoghese che tiene in braccio il bambino Gesù.
Le reliquie ,invece, di San Francesco sono collocate in un'ampolla che contiene le ceneri del Santo.


orari ss. messe

dal Lunedì al Venerdì ore 8:00 e 17:00 in San Giovanni Paolo II
Sabato ore 17 in San Giovanni Paolo II
Domenica ore 8:30 in San Giovanni Evangelista
ore 11:00 ed ore 18:30 in San Giovanni Paolo II